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- Pubblicato Mercoledì, 08 Ottobre 2014 08:01
La Riserva naturale "Gole di S.Venanzio" - 5 ottobre 2014
Obbligati da queste strane stagioni a rinunciare all’escursione micologica, optiamo per una escursione dedicata alla conoscenza delle emergenze storico-architettoniche del territorio compreso tra i comuni di Corfinio e Raiano.
L’appuntamento è presso il piazzale antistante la basilica di San Pelino a Corfinio, la concattedrale della diocesi di Sulmona-Valva, dove ci attendeno gli amici Antonio e Anna per una breve visita guidata del complesso formato dalla chiesa di San Pelino e dall’oratorio di S. Alessandro; esso rappresenta uno degli esempi maggiori di romanico in Abruzzo e racchiude alcuni tesori di inestimabile bellezza e grande valore artistico.
Da qui, il folto gruppo dei Folletti si sposta a Raiano per una escursione all’interno della Riserva naturale regionale “Gole di San Venanzio”.
Accompagnati da alcuni amici Folletti, profondi conoscitori di questo territorio, ci dirigiamo verso la sorgente dell’acqua sulfurea e subito dopo verso l’Eremo di San Venanzio, incastonato all’interno dell’omonima valle fluviale, incisa dal fiume Aterno nel corso di milioni di anni. L’eremo, aperto appositamente per l’occasione previa autorizzazione, è una meravigliosa scoperta: sorge su un sistema di archi che impostano sulla viva roccia nella sponda destra del fiume, nel punto in cui la valle si restringe maggiormente e dove il fiume forma una piccola cascata. L’ambiente, molto suggestivo, attrae per l’isolamento e l’asperità del luogo con le pareti rocciose della valle che cadono a strapiombo sul fiume. Da segnalare una bellissima opera d’arte all’interno dell’eremo: un Compianto cinquecentesco composto da diciassette figure in terracotta policroma e sovrastato da un gruppetto di cinque angeli.
L’escursione continua, seguendo il sentiero delle Uccole che costeggia per un tratto la ferrovia, alla scoperta di un altro gioiello della valle dell’Aterno: l'Acquedotto romano, di recente riaperto al pubblico, ma comunque funzionante fino a 10 anni fà. Si può definire un vero e proprio "gioiello di architettura idraulica", scavato quasi interamente nella roccia, con ben 134 pozzetti detti appunto "uccole" e 5 km di lunghezza; l'acquedotto era utilizzato per portare l'acqua del fiume Aterno fino all'antica Corfinium. Muniti di lampada frontale, percorriamo un bel tratto di più di 2 km dentro l’acquedotto: una esperienza unica e “piena di fascino” ma anche ricca di testimonianze storico-antropologiche e naturalistiche.
La giornata si conclude ospitati a pranzo dai nostri amici Antonio e Anna, che ci hanno permesso di trascorrere una giornata all’insegna della cultura ed anche del divertimento.







Abbiamo scelto l’escursionismo come attività principale poiché è uno sport che consente di unire cultura e movimento. In generale, l’escursionismo è inteso come attività non competitiva in cui si ricerca il contatto con la natura e la cultura dei luoghi; esso offre agli appassionati i piaceri del ritrovare il benessere interiore e della immersione nella natura e suscita, dalla conoscenza diretta e concreta sul campo, l'interesse verso un maggiore impegno nelle azioni di tutela del territorio.









