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ESCURSIONISMO

EscursionismoAbbiamo scelto l’escursionismo come attività principale poiché è uno sport che consente di unire cultura e movimento. In generale, l’escursionismo è inteso come attività non competitiva in cui si ricerca il contatto con la natura e la cultura dei luoghi; esso offre agli appassionati i piaceri del ritrovare il benessere interiore e della immersione nella natura e suscita, dalla conoscenza diretta e concreta sul campo, l'interesse verso un maggiore impegno nelle azioni di tutela del territorio.

 

Punta Trieste e Punta Trento 4 settembre 2016

L’escursione fin sulla cresta che collega Punta Trieste e Punta Trento si è svolta nei luoghi più selvaggi del Parco Regionale Sirente-Velino.

Nonostante una incertezza iniziale, il gruppo si ritrova a Celano all’orario stabilito. Da qui, con le macchine, raggiungiamo la piazzetta di Forme (frazione di Massa d’Albe) per poi inoltrarci lungo la stradina che conduce all’attacco dei sentieri per il Monte Velino. Parcheggiate le auto in loc. Peschio Rovicino, rintracciamo il sentiero n. 8 che si snoda dentro la Valle Majelama, lunga nonché fresca e bellissima valle di origine glaciale. Arrivati a quota 1420 m in prossimità di una diramazione ci dirigiamo verso destra inoltrandoci pian piano dentro la Valle Genzana, altrettanto bella e un po’ più selvaggia. Mano a mano che si sale di quota la vegetazione si dirada e la valle finalmente si apre al sole caldo di una limpida domenica di inizio settembre.

L’itinerario fino al Vado di Castellaneta (ed anche prima di Punta Trieste) si presenta non privo di sorprese; incontriamo infatti diverse vipere che si riscaldano al sole e grifoni che volteggiano. Dal Vado, per traverso, evitando i più di salire su Capo di Pezza, arriviamo dopo circa 4 ore di cammino sulla prima vetta, Punta Trieste (q. 2230 m). Continuiamo sul sentiero che scende ad una sella e quindi risale dolcemente fino a Punta Trento (q. 2243 m). Due vette ampiamente panoramiche sui Piani di Pezza, la Val di Teve, il massiccio del Velino, inconfondibile perché in gran parte privo di vegetazione e con un predominio di circhi glaciali e morene: unico, maestoso!

Il ritorno avviene per una altrettanto bella e selvaggia valle glaciale, quella del Bicchero, fino a ricongiungerci a quota 1420 con la Valle Majelama, permettendoci di realizzare così “l’Anello delle tre Valli”.

 

Galleria Fotografica

 

 

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