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- Pubblicato Domenica, 30 Agosto 2020 15:15
Torri di Casanova 29 agosto 2020
Finalmente dopo vari rinvii nella stagione 2019, posticipi ...... anticipi, siamo riusciti a portare a termine questa bellissima uscita nel Parco Nazionale del Gran Sasso.
La via di salita è la piacevole via Familiari (su una lapide sbiadita c’è scritto “VIA GIANNI FAMILIARI, COLONNELLO PILOTA, PLURIDECORATO AL V. M.”) che risale all'interno di un canalino. Con facili passaggi di arrampicata (I e II grado), usciamo in cresta più o meno a metà strada tra il Vado del Piaverano e le Torri di Casanova (quota 2276 m). Qui indossiamo l'imbrago e con l'ausilio del kit da ferrata arriviamo alla prima Torre di Casanova (2330 m circa). Superata, iniziamo a scendere dall’altra parte. Abbandonato il sentiero, con una salita in direzione Nord (passi di I grado), in pochi minuti raggiungiamo l’omino di pietre della Torre più alta (2362 m). Ripreso il sentiero scendiamo lungamente tra gli arditi pinnacoli (ottimo lo spettacolo sulle Torri di Casanova, le guglie dell’Infornace e il Prena). Sempre su tratto attrezzato raggiungiamo la Forchetta di Santa Colomba 2260 m.
Discendiamo quindi, in direzione Nord, uno stretto e ripido canalone, prevalentemente detritico (canale Nord di S. Colomba) fino a fuoriuscire nell’alto vallone di Fossaceca. E' uno dei posti più selvaggi ed incredibili di tutto il Gran Sasso. Il panorama è impressionante e maestoso: dall'Infornace alle Torri di Casanova, un’incredibile successione di valli, canali, torri, ghiaioni, pratoni!
Iniziamo quindi a percorrere il sentiero delle Cimette che si mostra in tutta la sua bellezza: è un sentiero riportato in antiche carte catastali, usato dai pastori tempi addietro, ora poco conosciuto. Un sentiero di rara bellezza, a tratti pericoloso (in alcuni tratti l'esposizione e la fragilità del terreno richiedono grande attenzione) e di elevatissima importanza geologica; un itinerario fra i più belli e difficili della valle e dell'intero massiccio del Gran Sasso.
Attraversati i Prati di S. Colomba attraverso l’alto Vallone del Malepasso, risaliamo verso la cresta sommitale fino a riprendere il sentiero del Centenario nei pressi del Vado del Piaverano.
Raggiunto il vado riscendiamo verso le auto. Sicuramente stanchi ma soddisfatti per il percorso sempre "intenso" e "dinamico", che ci ha comunque regalato spettacolari panorami in angoli e posti poco frequentati del Gran Sasso.







Abbiamo scelto l’escursionismo come attività principale poiché è uno sport che consente di unire cultura e movimento. In generale, l’escursionismo è inteso come attività non competitiva in cui si ricerca il contatto con la natura e la cultura dei luoghi; esso offre agli appassionati i piaceri del ritrovare il benessere interiore e della immersione nella natura e suscita, dalla conoscenza diretta e concreta sul campo, l'interesse verso un maggiore impegno nelle azioni di tutela del territorio.









