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- Pubblicato Giovedì, 29 Luglio 2021 08:15
Maiella Orientale: Cima Macirenelle 25 luglio 2021
Percorrendo i sentieri della Maiella Orientale si rimane colpiti dalla bellezza del paesaggio perché selvaggio, inusuale.
L’anello proposto ha inizio da località Sterparo, a Palombaro. Lasciate le auto nei pressi dell'area attrezzata, dalla strada asfaltata ci si immette nella faggeta fino ad incrociare il sentiero che proviene da Capo le Macchie. Questo è un lungo taglio nel versante assolato e panoramico con affaccio sul lago Sant’Angelo di Casoli, Fara San Martino e i suoi famosi pastifici. La giornata molto calda, caratterizzata dall’anticiclone africano, offusca l'orizzonte e anche un po’ le nostre facoltà ... Per fortuna, sul sentiero ci sono tre fontanili dove sgorga acqua freschissima che ci rinvigorisce ad ogni sorso. Raggiungiamo Colle Bandiera, a quota 1197m, un balcone naturale su Fara, Civitella Messer Raimondo e le valli intorno.
Lasciato il Colle Bandiera, immersi in uno scenario naturale unico, si entra nel regno del camoscio; ci sentiamo parte della montagna che osserviamo. Siamo sui sentieri delle grotte pastorali e della “monticazione”. Tutto il versante è costellato di grotte, ormai abbandonate, ma che mostrano ancora il forte uso di questo territorio per la pastorizia. Le radure in quota pian piano lasciano spazio alla mugheta e si continua a volte su tracce di sentiero fino a Cima Macirenelle, a quota 1896m. Poiché questa non è la vera vetta della montagna, un gruppetto di Folletti continua, sfidando il forte vento, fino alla vetta situata a quota 2017m. La giornata ventosa non permette una lunga sosta e così ci incamminiamo presto verso le cenge erbose, anche un po’ esposte, sotto le pareti strapiombanti, dove assistiamo ad uno spettacolo della natura: diversi camosci che ci osservano dalle balze rocciose, si affacciano, corrono e si spostano con agilità sulle pareti impervie. Sono numerosi e ci sono anche i piccoli!
Raggiunta la testata della Valle di Palombaro iniziamo la lunga discesa; una valle sempre meravigliosa con le sue strapiombanti pareti rocciose e una grande ricchezza vegetale. Al termine, raggiunto il bivio per la grotta di S.Angelo, proseguiamo verso l’eremo, un grande antro nella bianca roccia di una bellezza unica. Al suo interno rimangono i resti di un abside e una altare dell'antica chiesa rupestre dedicata a San Michele Arcangelo. Da qui, si prosegue su sentiero G3 che in poco meno di un’ora ci riporta alle macchine. Un'escursione sicuramente lunga, ma panoramica e ricca di storia.
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